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FINESTRE SULL’IMMAGINARIO 2025 - IX EDIZIONE

MEMOR -ŎRIS | RE-CORDARI Riportare alla mente e riportare al cuore

IX Edizione del progetto dedicato al teatro d’immagine e alla performance tecnologica a cura di Manuel Renga e Ariella Vidach con il tutoraggio tecnico di Fabio Brusadin che coinvolge il terzo Corso Regia e il terzo corso Danza Contemporanea della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

FINESTRE SULL’IMMAGINARIO 2025 - IX EDIZIONE
MEMOR -ŎRIS | RE-CORDARI
Riportare alla mente e riportare al cuore

Venerdì 4 aprile 2025 dalle ore 20
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
via Salasco, 4 - Milano

Come approcciarsi alla creazione di un lavoro performativo?

Questo progetto è nato, proprio come indica il titolo, per offrire un’occasione di affondo nel proprio immaginario, dando ai registi la possibilità di lavorare in diversi ambiti:

  • si affronta il genere della performance, quindi una forma di spettacolo contemporanea che apre a molteplici possibilità ideative e formali;
  • sono coinvolti come protagonisti i danzatori, permettendo un incrocio di competenze e talenti tipico dell’impostazione didattica della scuola;
  • è richiesto l’utilizzo di alcuni elementi tecnologici, come spazio di sperimentazione di ciò che è stato studiato in precedenza;
  • da ultimo i registi e i danzatori hanno la possibilità di lavorare sulle proprie capacità autorali.

Come approcciarsi quindi alla creazione di un lavoro performativo? Come procedere con ideazione, progettazione e realizzazione? Queste sono le domande a cui questo seminario intensivo prova a rispondere, offrendo agli allievi uno spazio di sperimentazione libero, un luogo in cui far convogliare le energie di registi e danzatori, mettendo loro a disposizione il tutoraggio dei docenti della scuola e l'appoggio tecnico necessario. Non vi sono vincoli legati a spazi o tematiche: gli studi riguardano performance spesso site specific, stanziali o itineranti, con la presenza live dei danzatori.

Crediti del progetto

Un progetto ideato da Tatiana Olear
Curato da Manuel Renga (tutor progettazione e regia), Ariella Vidach (tutor danzatori) e Fabio Brusadin (tutor tecnico)

Registe e registi 3°anno
Riccardo Iellen, Alessio Boccuni, Maddalena Conti e Martina Ponzinibio
Danzatrici e danzatori 3° anno
Elia Bucchieri, Alvise Gioli, Irene Lombardi, Rossana Martire, Margherita Silingardi, Giorgia Atti, Arianna Delle Gemme, Miriam Maso, Lorenzo Dino Marchionni, Marcello Malchiodi, Maria Priscilla Cornacchia, Daria Golombiievska , Michela Marzucco, Giovanna Seccia.

Elementi scenici e allestimenti Alice Capoani e Mattia Franco
Elementi di costume Nunzia Lazzaro e Fabiola Soldano
Luci Simona Ornaghi e Paolo Latini

MEMOR -ŎRIS | RE-CORDARI - Riportare alla mente e riportare al cuore

MEMOR -ŎRIS | RE-CORDARI - Riportare alla mente e riportare al cuore è il titolo della rassegna del 2025.
Si tratta di quattro studi di performance che indagano il tema e il processo della memoria e del ricordo, nell’ambito personale e collettivo.
Memoria e ricordo sono due parole per certi versi molto simili che si riferiscono, nella propria etimologia, a due parti distinte del corpo: la mente e il cuore.

La memoria, fin dall’antica Grecia, può implicare l’atto del menzionare qualcosa oppure quello di rammentarsi. Vale a dire la tavoletta di cera su cui scrivendo si imprimono i dati memoriali per metterli in luce oppure l’idea del magazzino che li racchiude e conserva, che li tiene a mente. Memoria è dunque una prerogativa del cervello. La memoria esiste sotto due dimensioni: quella individuale e quella sociale, funge da archivio, ma ha sempre bisogno di un soggetto che si costituisca come suo portatore, come testimone.

Il ricordo, invece, si connette al cuore, antica sede del pensiero, ma anche di affetti e passioni, come la collera e l’amore. Ricordare è dunque tornare al cuore, unire sentimento a pensiero, rivivere emozioni. Il ricordo è dunque un oggetto, un evento, un fatto o una serie di essi. Ricordi, appunto, personali ed emotivi, non una “memoria” generale.

I progetti declinano il tema in modalità molto diverse fra loro concentrandosi sui meccanismi della memoria sia fisica che mentale.
Riccardo Iellen
nella sua performance الإسكندرية open air lavora sulla paura di dimenticare e sulla lotta della nostra società contro l’oblio concentrandosi sulle cinque modalità di resistenza al dimenticare (memorizzare, tramandare, creare, scrivere, registrare); Maddalena Conti invece in You’re dead to me costruisce un laboratorio della memoria, luogo di incontri e scontri con il proprio passato e con il proprio futuro, performance che rende il processo di memorizzazione esso stesso oggetto di interesse; Alessio Boccuni studia il movimento del corpo e la difficoltà nel censurare e adattare la propria natura ad un corpo che non le appartiene. Ganimede, questo il titolo del lavoro, prende il via dal tema dell’omofobia interiorizzata e dall’idea di disporre di un corpo “pubblico” molto diverso dal corpo “privato”; infine Martina Ponzinibio nella sua performance open air Thalassa lavora sull’impronta ancestrale che rimane in ognuno di noi del tempo di pace all’interno dell’utero materno e della continua lotta che ogni essere umano compie durante la propria esistenza terrena per ritrovare, a volte senza riuscirci, quello stato di grazia.

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Thalassa

Studio per una performance open air di Martina Ponzinibio

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Ganimede

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You’re dead to me

Studio per una performance di Maddalena Conti

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الأسكندرية (Alexandria)

Studio per una performance open air di Riccardo Iellen

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