Come approcciarsi alla creazione di un lavoro performativo?
Questo progetto è nato, proprio come indica il titolo, per offrire un’occasione di affondo nel proprio immaginario, dando ai registi la possibilità di lavorare in diversi ambiti:
• Studio, progettazione e realizzazione di una performance: confronto con una forma di spettacolo contemporanea che apre a molteplici possibilità ideative e formali;
• Collaborazione con danzatrici e danzatori: un incrocio di competenze e talenti tipico dell’impostazione didattica della scuola;
• Elementi tecnologici: il progetto è uno spazio di sperimentazione di ciò che è stato studiato in precedenza;
• Autorialità: registi e i danzatori hanno la possibilità di lavorare sulle proprie capacità autorali.
Come approcciarsi quindi alla creazione di un lavoro performativo? Come procedere con ideazione, progettazione e realizzazione? Queste sono le domande a cui questo seminario intensivo prova a rispondere, offrendo agli allievi uno spazio di sperimentazione libero, un luogo in cui far convogliare le energie di registi e danzatori, mettendo loro a disposizione il tutoraggio dei docenti della scuola e l'appoggio tecnico necessario. Non vi sono vincoli legati a spazi o tematiche: gli studi riguardano performance site specific, stanziali o itineranti, con la presenza live dei danzatori.
Crediti del progetto
FINESTRE SULL’IMMAGINARIO 2026
X edizione
Un progetto ideato da Tatiana Olear
Curato da Manuel Renga (tutor progettazione e regia), Ariella Vidach (tutor danzatori) e Fabio Brusadin (tutor tecnico) con l’assistenza di Arianna Sorci
Registe e registi 3°anno Giorgia Azzellini, Giacomo Diegoli, Clémence Jourdan Delmonte, Sara Mino, Pasquale Renella
Danzatrici e danzatori 3° anno Alice Burato, Adele De Manincor, Maria Serena Dipace, Lara Isabel D'Urso, Noemi Fiorese, Dario Pio Garella, Martina Giampà, Anna Giurdanella, Matteo Graziano Kaeppeli, Gaia Mancini, Tommaso Panigoni, Chiara Pelusi, Alessia Puleio, Adriana Ramos Bustamante.
Elementi scenici e allestimenti Alice Capoani e Mattia Franco
Elementi di costume Nunzia Lazzaro e Fabiola Soldano
Luci Simona Ornaghi e Paolo Latini
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
venerdì 20 marzo 2026 dalle ore 19.00
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
via Salasco, 4 - Milano
Prenota il tuo ingresso gratuito su >>Eventbrite<<
OSMOSIS – essere fuori da sé
Si tratta di cinque studi di performance che indagano la relazione degli studenti con il mondo esterno, la loro capacità di essere osmotici rispetto alla realtà in cui vivono cercando di individuare quel filtro, quella barriera che separa il “dentro” e il “fuori”, una membrana che ognuno di noi gestisce diversamente, e che ci permette di sopravvivere nella società contemporanea. Il termine osmosi indica in ambito scientifico il passaggio spontaneo di un solvente (solitamente acqua) attraverso una membrana semipermeabile da una soluzione più diluita a una più concentrata. L'osmosi è un meccanismo vitale per le nostre cellule, ma può divenire pericoloso se esse si trovano in un ambiente ostile: il processo sposta l'acqua verso le zone dove le sostanze sono più concentrate; se l’esterno è quindi troppo carico, risucchia l'acqua fuori dalle cellule stesse lasciandole a secco.
In questi studi di performance gli uomini e le donne sono le cellule che si trovano a dover gestire il rapporto con il mondo esterno, si indaga quella barriera e quel passaggio, voluto o non voluto, di energie, di emozioni, di gesti tra il nostro “dentro” e il nostro “fuori”.
In un momento storico in cui la società democratica, per come la conosciamo, è sempre più messa in discussione, l’uomo si trova necessariamente a fare i conti con l’esterno, con il mondo in cui vive e con il mondo in cui i figli e i nipoti vivranno in futuro. E ogni artista, ancora di più, ha la responsabilità di decifrare questo mondo con il suo sguardo unico e originale.
Giorgia Azzellini nella sua performance MELANCHOLIA lavora sul limite oltre il quale il corpo umano immerso nella società contemporanea cede, per ritrovarsi privo di emozioni ed energia in balia di ciò che accade. Giacomo Diegoli invece in LIMEN (soglia) ragiona sul tema della morte, più precisamente sul tema dell’assenza e di come oggi ci si relazioni ad essa, divisi fra concretezza e spiritualità. Clémence Jourdan Delmonte affronta il tema della violenza di genere e sul genere con BOUGE TOI DE LA’ chiedendosi che spazio può trovare la violenza delle donne nella società di oggi. Sara Mino si pone la questione della manipolazione dell’informazione e della gestione del dissenso con IL MINISTERO PRIVATO: uno studio in cui il gesto, il movimento e la parola definiscono quale sia il valore della verità. Infine, Pasquale Renella costruisce il suo studio per danzatore solo, ASTERIONE, a partire da un racconto di Borges e dal concetto di mostruosità.