Crediti
Studio per una performance open air di Giorgia Azzellini
Con Maria Serena Dipace, Martina Giampà, Anna Giurdanella, Tommaso Panigoni
A cura di Manuel Renga, Ariella Vidach, Fabio Brusadin e Arianna Sorci.
Elementi scenici e allestimenti | Alice Capoani e Mattia Franco
Elementi di costume | Nunzia Lazzaro
Luci | Simona Ornaghi e Paolo Latini
si ringrazia Francesco Di Loreto per la consulenza musicale
Nota di Giorgia Azzellini
Quanto possiamo resistere prima di spegnerci?
Il burnout nasce da una società che pretende presenza, perfezione e produttività costanti anche quando il mondo sembra perdere un senso.
Quattro performer sono intrappolati in un loop di gesti ripetuti: il movimento si affina, si pulisce, diventa impeccabile. Il corpo non può deviare, perché ogni errore è una perdita di valore.
Ma quando la perfezione diventa obbligo, il corpo smette di essere e resta solo la funzione.
Le gambe cedono. Un performer tenta di rialzarsi, ma un telo avvolge il suo volto: soffoca il respiro, oscura la vista, cancella l’identità.
Il fumo invade lentamente lo spazio, nasconde e rivela, mentre i corpi perdono orientamento e sembrano non trovare più il suolo.
La scena diventa un luogo sospeso, dove l’individuo smette di riconoscersi.
Solo nella frattura emerge una possibilità: fermarsi, respirare, aprire le porte.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
venerdì 20 marzo 2026 dalle ore 19.00
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
via Salasco, 4 - Milano
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La prenotazione vale per l'intera durata dell'evento Finestre sull'Immaginario