Di che fulgor

Notturni OFF - 9 luglio 2026 - musica antica e classica

Ballo del granduca ore 19.00; Di che fulgor, che musiche - arie d'opera ore 21.00

Prenotazioni su Eventbrite

NOTTURNI OFF
6/10 luglio 2026

Giovedì 9 luglio

CONCERTO SPAZIO ANTEPRIMA
ore 19.00 CEM - Centro di Educazione musicale della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Ballo del Granduca


Il CEM, Centro di Educazione Musicale della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, sezione della Civica aperta a chiunque, anche ad adulti sprovvisti di nozioni musicali che desiderino imparare a suonare gli strumenti musicali, cantare e fare pratica di musica d’insieme ad alto livello, si focalizza per il concerto dello Spazio Anteprima del 9 luglio sulla musica antica, con un repertorio vario e godibile.
Il titolo si ispira al primo pezzo in programma, il Ballo del Gran Duca di Sweelinck, brano per strumento a tastiera: il tema della composizione, elaborata in occasione delle nozze di Ferdinando I de' Medici e Cristina di Lorena, acquistò rapidamente nell'Europa secentesca una certa notorietà. Si passa subito dopo a una nota pavana anonima cinquecentesca dal carattere malinconico, La morte della ragione, che fa probabilmente riferimento all'Elogio della follia di Erasmo, con la sua distinzione tra dolce illusione dello spirito e tensione umana che scatena dall'Inferno le Furie vendicative.
Il programma avvicina il pubblico alle rarità della tradizione rinascimentale e barocca anche attraverso i celebri brani anonimi Ay linda amiga e Propinam de melyor, inclusi nel Cancionero de Palacio (Madrid, Biblioteca Real, MS II–1335), o Cancionero Musical de Palacio (CMP), un manoscritto spagnolo con alle spalle una lunga storia. Le opere in esso contenute furono infatti compilate in un arco di tempo di circa 40 anni, dalla metà degli anni Settanta del Quattrocento fino all'inizio del XVI secolo. Il concerto prosegue con una grande vivacità di proposte: An dro, popolare danza bretone di influenza celtica; l'anonima ballata satirica del XVII secolo, My Thing Is My Own, in cui una fanciulla ribelle esalta la propria autonomia; le rinascimentali pavana Lesquercarde e gagliarda L'Esmerillonne del celebre editore e compositore fiammingo Pierre Phalèse; la raffinata aria del 1630 Se l’aura spira tutta vezzosa di Girolamo Frescobaldi; la dichiarazione d'amore appassionata e anonima Never love thee more, rielaborazione di una celebre poesia di corte del XVII attribuita a James Graham; la notissima Marche de triomphe composta dal maestro barocco francese Marc-Antoine Charpentier.
Si chiude con Jean Baptiste Lully, compositore, ballerino e strumentista italiano naturalizzato francese che trascorse gran parte della vita alla corte di Luigi XIV: di Lully si esegue, tra le altre composizioni, la Marche pour la cérémonie des Turcs da Le Bourgeois Gentilhomme. Commedia-balletto, quest'ultima, che vede nel 1670 la collaborazione tra Molière e Lully.


Programma

J. Pieterszoon Sweelinck, Ballo del Gran Duca
Anonimo del ‘500, La morte della ragione
Da Cancionero de Palacio, Pase el agoa, ma Julieta
Anonimo del XVI sec., Ay linda amiga
Anonimo del ‘500, Propinam de melyor
Danza provenzale, En dro
Anonimo del ‘600, My thing is my own
Pierre Phalese, Pavana Lesquercarde e Gagliarda lLEsmerillonne
Gerolamo Frescobaldi, Se l’aura spira tutta vezzosa
Anonimo, Never love thee more
Marc- Antoine Charperntier, Marcia trionfale
J. Baptiste Lully, Air sur le folies d’Espagne
Air pour Madame La Dauphin

Chaconne des Africains
March des Turcs

Mimma Fabbrini, Federico Fenu, Selua Ghanim, Francesco Ruggieri, violini
Valentina Gilardi, viola
Claudio Fagioli, violoncello
Elena Bardelli, Giorgio Ceruti, Rossella Ciriaco, Jutta Von Kospoth, flauti traversi
Simonetta Bernardi, Cesare Costantini, Serenella De Luca, Paola Gallotti
Paolo Leoncavallo, Olimpia Sartorelli, flauti diritti
Antonello d’Albis, Silvia Pederiva, Alessandro Solano, clarinetti
Emanuele Bocciardi, tromba
Claudio Mainardi, trombone
Annalisa De Biase, Vincenzo Vitelli, Renata Zari, chitarre
Stefania Volpi, cembalo

concerto SERALE 9 luglio
ore 21.00 ISTITUTO DI MUSICA CLASSICA
Di che fulgor, che musiche

Arie d’opera

Di che fulgor, che musiche è quasi totalmente dedicato alle arie d’opera, inserite in un panorama musicale variamente assortito che vede la presenza dei maggiori e più celebri compositori: Mozart, Donizetti, Wagner, Puccini, Bizet, Cimarosa, Rossini.
Alle più note romanze si aggiunge la seducente rilettura musicale di Liszt di un sonetto petrarchesco tratto dal Canzoniere, il 104: Pace non trovo, et non ò da far guerra, in cui c'è tutta l'anima pianistica del compositore ungherese, che alterna passaggi drammatici e virtuosistici ad accenti dolci e appassionati. L'intensità dei versi di Petrarca, con il loro lacerante dissidio interiore generato dall'amore e costruito su paradossi, antitesi e ossimori (e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio) colpì profondamente Liszt. Il sonetto, insieme ad altri due inseriti nel Canzoniere, è incluso nella seconda raccolta degli Années de pèlerinage, nata durante il primo soggiorno romano del musicista.
La chiusura della serata coincide con la parte conclusiva dell'Orfeo ed Euridice di Gluck, opera rappresentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna nel 1762 su libretto di Ranieri de' Calzabigi. Presso un magnifico tempio dedicato all'Amore, Orfeo, Euridice e Amore, con il coro, intonano un inno ed esaltano la vittoria finale del sentimento amoroso sulla morte: Trionfi Amore, / e il mondo intiero / serva all’impero / della beltà.

Programma

Al pianoforte
Cai Yangting
Mingxuan Han
Luca Gorla

Richard Wagner, da Tannhäuser, O du, mein holder Abendstern
Zhiyuan Yang, baritono

Giacomo Puccini, da La fanciulla del West, Ch'ella mi creda
Naoaki Kishida, tenore

Wolfgang Amadeus Mozart, da Le nozze di Figaro, Deh, vieni, non tardar
Hayoung Ryu, soprano

Wolfgang Amadeus Mozart, da Le nozze di Figaro, Via resti servita
Giorgia Ferrari, soprano; Manami Maejima, mezzosoprano

Gaetano Donizetti, da Don Pasquale, Quel guardo, il cavaliere
Naoka Doi, soprano

Antonín Dvořák, da Rusalka, Canzone alla luna
Xin Wang, soprano

Franz Liszt, brano vocale da un sonetto di Francesco Petrarca, Pace non trovo
Zhiyuan Yang, baritono

Domenico Cimarosa, da Il matrimonio segreto, Perdonate, signor mio
Giorgia Ferrari, soprano

Georges Bizet, da Carmen, Seguedille
Samanta Tosi, mezzosoprano

Amilcare Ponchielli, da La Gioconda, Cielo e mar
Naoaki Kishida, tenore

Gioachino Rossini, da L'italiana in Algeri, Ho un gran peso sulla testa
Zidong Wang, baritono

Gaetano Donizetti, da La favorita, O mio Fernando
Manami Maejima, mezzosoprano

Wolfgang Amadeus Mozart, da Don Giovanni, Là ci darem la mano
Hayoung Ryu, soprano; Zhiyuan Yang, baritono

Willibald Gluck, da Orfeo, finale
Tutti i cantanti

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