IL QUARTETTO BAROCCO comunicato stampa La musica antica, nell’antico cuore di Milano Una nuova edizione dell’amata rassegna Musica a San Satiro, realizzata dalla Società del Quartetto in collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano spazia a tutto tondo nel Seicento Europeo, tra devozione, virtuosismo e riscoperte. Inaugurazione giovedì 14 maggio, alle 20 con un concerto interamente dedicato ai Maestri di Cappella del Duomo secenteschi Nella suggestiva cornice architettonica della Chiesa di Santa Maria presso San Satiro, capolavoro bramantesco incastonato nel centro di Milano, torna dal 14 maggio al 5 giugno la rassegna Musica a San Satiro, che la Società del Quartetto di Milano realizza in collaborazione con l’Istituto di Musica Antica della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. L’edizione 2026 si configura come un percorso di rara eleganza dedicato alla riscoperta della musica antica, con una programmazione che intreccia la grande tradizione europea di Bach, di Vivaldi e di Couperin con i tesori nascosti della storia musicale europea (francese, italiana - milanese e lombarda- spagnola e slovacca, in particolare), delineando uno spazio di riflessione e bellezza dove il rigore filologico incontra l’emozione profonda dei grandi capolavori del passato. Il cartellone, che si snoda in sei appuntamenti, celebra l’eccellenza della prassi esecutiva storicamente informata, affida agli allievi dei corsi di alta formazione in Musica Antica della prestigiosa istituzione, coordinati da Claudia Caffagni e coadiuvati in scena da solisti di rilievo internazionale, come l'organista Luca Ghielmi, docente di organo della Scuola Civica, il compito di dare voce a strumenti e spartiti d’epoca. La rassegna propone una sinossi storica di eccezionale valore, mettendo a confronto il genio di Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685 – Lipsia, 1750), l’universalità di Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741) e l’eleganza di François Couperin (Parigi, 1668 – 1733) con le voci di autori meno noti ma significativi, e al tempo celebri, del Barocco europeo. Tra questi spiccano i Maestri di Cappella del Duomo di Milano, che si avvicendano di generazione in generazione, Michel’Angelo Grancini (Milano, 1605 – 1669), Giovanni Antonio Grossi (Lodi, 1615 ca. – Milano, 1684) e Carlo Donato Cossoni (Gravedona, 1623 – 1700), le cui opere delineano musicalmente il passaggio dalla devozione post-pestilenziale alla rinascita tardo-barocca; per modernità, le cantate di Elisabeth Jacquet de La Guerre (Parigi, 1665 – 1729), prima grande compositrice della storia francese, e il classicismo del boemo Jean-Baptiste Krumpholz (Budenice, 1742 – Parigi, 1790) e le architetture polifoniche di Costanzo Antegnati (Brescia, 1549 – 1624). L’inaugurazione di giovedì 14 maggio, dal titolo In canora reddite sonitus, rende omaggio ai Maestri di Cappella del Duomo milanese secenteschi. Il soprano Chiara Rebaudo, il contralto Irene Petrali e il tenore Niccolò Perego, accompagnati dai violini di Giorgio Leonida Tosi e Jody Wilcox Livo, dal violoncello di Issei Watanabe, dalla tiorba di Emanuele Gorla e dall’organo di Kohei Takeoka, eseguiranno i mottetti O dulcedo amoris, Quam vilis et quam deformis e Insigne praeconium, oltre alla Canzon Prima la Gallina e la Canzon Seconda detta la Bariola di Michel’Angelo Grancini, nelle preziose ricostruzioni e trascrizioni curate da Daniele Torelli e Lorenzo Ghielmi. Il programma prosegue con le graziose opere di Giovanni Antonio Grossi, tra cui Prata flores pullulate, e la “tridimensionale” Anima mea, “in ecco duplicato” (con effetti d’eco) e Salve Festa dies, per concludersi con i vigorosi mottetti di Carlo Donato Cossoni, Ad mensam superum e Furiae vos incito. Il 19 maggio, la rassegna volge lo sguardo a Johann Sebastian Bach con Tutte le voci del violino. Il violinista Martin Moya Fernandez è protagonista assoluto della Sonata n. 2 in la minore BWV 1003 e della Sonata n. 4 BWV 1017, accompagnato al clavicembalo da Nadal Roig Serralta. La serata si impreziosisce con la celebre Cantata Ich habe genug BWV 82, interpretata dal soprano Chiara Rebaudo con il flauto traversiere di Giulia Alberani, e si conclude con il Concerto in la minore BWV 1041, entrambi sostenuti da un ensemble d'archi formato da Stefano Gerard, Sinni Ricci, Domenico Scicchitano, Riccardo D'Ariano, Pierfrancesco Pelá, Andrea Alziati e dal violone di Fabio Longo. Il gusto francese domina la serata del 21 maggio con Judith ou la mort d’Holopherne, drammatica cantata di Elisabeth Jacquet de La Guerre, opera che testimonia la straordinaria forza narrativa della compositrice parigina, eseguita dal soprano Sofia Paoli, la flautista Giulia Alberani, la violinista Ella Biscari, il violoncellista Issei Watanabe e il clavicembalista Nadal Roig Serralta. L’ordine e l’eleganza di François Couperin rivivono nella sontuosa La Françoise da Les Nations. Serralta interpreta al cembalo anche la ieratica Première Suite di Antoine Forqueray (Parigi, 1672 – Mantes-la-Jolie, 1745). Il 26 maggio l’attenzione si sposta verso la sponda sud-lombarda orientale con Cremona sacra e galante. Il soprano Chiara Rebaudo, affiancata dai violinisti Flavia Succhiarelli e Angelo Basile, dalla violista Clotilde de Colombel, dal violoncellista Andrea Alziati e dall’organista Kohei Takeoka, presenta il Nisi dominus e il Salve Regina in do minore del compositore locale Giuseppe Gonelli (Cremona, 1685 – 1745). Queste riscoperte dialogheranno con il genio di Antonio Vivaldi, di cui sono eseguiti la Sonata op. 2 n. 3 RV 14 e il celebre mottetto Nulla in mundo pax sincera RV 630. L’appuntamento del 28 maggio, Di corde segretissime armo la cetra, vede protagonista Margherita Burattini all’arpa doppia a tre ordini. In un’atmosfera di estrema rarefazione, l’arpista eseguirà toccate e balli di autori anonimi romani del XVII secolo tratti dai Manoscritti Chigiani, per poi approdare al classicismo di fine Settecento con il Prelude en Mib di Jean-Baptiste Krumpholz e l’arrangiamento d’epoca di O dolce concento di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791), curato da Edward Light. La rassegna si conclude venerdì 5 giugno con l’evento monumentale A due organi e doppio coro. Sotto la sapiente direzione di Lorenzo Ghielmi, un ampio ensemble vocale composto dai soprani Martina Bomben, Giorgia Ferrari, Angelica Maggio, Sofia Paoli, dai contralti Angela Sfolcini, Irene Petrali, Clelia Fazzo Cusan, Valeria Bottacin e dai tenori Bernardo Ghielmi e Niccolò Perego, fa risuonare i Salmi a otto voci di Costanzo Antegnati. Gli organisti Kohei Takeoka e Nadal Roig Serralta completeranno l’arazzo sonoro con canzoni di Andrea Gabrieli (Venezia, 1533 ca. – 1585), Valerio Bonelli ei “tiento”, o ricercare polifonici, di Francisco Correa de Arauxo (Siviglia, 1584 – Segovia, 1654), restituendo al pubblico la magnifica spazialità dei doppi cori di scuola bresciana e veneziana.
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