LIMEN 9885

EN AVANT!

Creazioni coreografiche di Danzatorə diplomatə e diplomandə dell'atelier di Danza Contemporanea della Paolo Grassi

MORSI 2026 XII edizione
domenica 18 ottobre 2026 h. 18
Sala Teatro - via Salasco 4, Milano
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Crediti

Coordinamento | Marinella Guatterini
Assistente al coordinamento | Davide Montagna
Tutor dei progetti | Paola Bedoni, Paola Lattanzi

Danzatorə II anno
Lara Isabel D'Urso, Antonella Sciotti, Giada Romanò, Emanuele Giuseppe Rao, Rocco Tarantino
Danzatorə III anno

Anna Giurdanella, Dario Pio Garella, Gaia Mancini, Chiara Pelusi, Alessia Puleio

Luci | Paolo Latini, Simona Ornaghi
Costumi | Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano
Elementi scenici | Alice Capoani, Mattia Franco

Progetto fotografico | Denise Prandini
Coordinamento organizzativo | Camilla Gentilucci, Lorenzo Vannacci

RAGDOLL - Il Video

C'è un momento in cui il gioco sfugge dalle mani di chi lo ha creato

Ideazione, interpretazione, drammaturgia, montaggio e sound design | Lara Isabel D’Urso
Assistente di produzione | Matteo Kaeppeli

Ragdoll è il video con cui accogliamo il pubblico in atrio:
Ragdoll è un piccolo ecosistema di corpi di pezza, gesti quotidiani e presenze dispettose.
Trascinata, corretta e continuamente rimessa al proprio posto da una mano insistente, una bambola finisce per moltiplicarsi e abitare gli spazi della Paolo Grassi, dando loro nuove possibilità di esistenza.
In questa progressiva appropriazione dello spazio, la scuola diventa un habitat, una geografia affettiva da riscoprire: un luogo in cui ciò che era stato pensato per essere controllato inizia lentamente a vivere di una vita propria.

IN SOVRAIMPRESSIONE

Coreografia e interpretazione | Antonella Sciotti e Giada Romanò
dramaturg | Giulia de Filippis

UNDER CONSTRUCTION...

MI DISPIACE MA IO ESISTO

Coreografia e interpretazione | Emanuele Giuseppe Rao

Una coreografia che va a esporre i miei difetti e paure al pubblico, e la mia paura più grande è sicuramente il giudizio altrui.
Con questo io voglio liberarmi di queste catene che mi trattengono.
Nudo agli occhi del pubblico vengo giudicato come nei miei peggiori incubi, eppure io non avrò paura e fregandomene io danzerò.

Nascondendo la faccia e scoprendo la pancia, lascio visitabile una parte delicata al pubblico, un mio difetto, un punto in cui sono vulnerabile. Partendo dalla concezione che il mio corpo non è un fisico da danzatore.
Una progressiva liberazione dell'auto giudizio e di trasformazione, una metamorfosi: passando da una larva strisciante a una libera farfalla espressa dalla differenza di movimento di una contrazione muscolare, scattosa e limitante contrapposta un movimento piú fluido e libero

Elementi di disturbo e viscerali sono il punto centrale della coreografia il graffiare la pelle tanto da lasciare i segni, punto a dare fastidio, provocare il pubblico che mi sta guardando e giudicando, un metaforico girare il manico del coltello che prima aveva il pubblico e poi io

Ispirazioni :
- il film “le ali della libertà” in particolare la scena in cui il protagonista riesce ad evadere dalla prigione
- L'esperienza di una sessione di sketch con soggetto nudo a cui ho assistito e che mi ha suggerito alcune tematiche come il nido scenico
- Un breve racconto di Antonin Artaud intitolato Non c'è più un firmamento all' interno de Il teatro e il suo doppio: una città impazzisce poiché le stelle e la luna scompaiono all'improvviso e, alla fine, c'è l'entrata di una corte dei miracoli che mi ha suggerito l'utilizzo del mio corpo (non canonicamente apprezzato nella danza ) come tematica per il progetto.

TRASLUCIDO

Coreografia e interpretazione | Rocco Tarantino

Un luogo reale.
Riconoscibile.
Quotidiano.
Uno spazio costruito da abitudini, funzioni, meccanismi a cui sono stati attribuiti significati precisi e dentro i quali il corpo dovrebbe saper stare, come muoversi, cosa fare. In questa realtà qualcosa si trasforma.
Il corpo non aderisce più alle convenzioni previste dallo spazio. Interrompe la logica ordinaria del gesto, devia dalla norma, abita il luogo in maniera impropria. Da qui la dimensione perde progressivamente il suo significato conosciuto diventando instabile, estraneo, incontenibile.
I pensieri intrusivi emergono come materia visibile. Impulsi, immagini mentali, tensioni attraversano il corpo fino a violarlo. Il corpo agisce, non viene agito. Si lascia attraversare da forze sovrastanti, da una casualità che, reiterata, diventa scelta. E la scelta, ripetendosi, ritorna caso.
Lo spazio si trasforma in un ambiente sospeso tra protezione e mutazione. Come un feto, il corpo attraversa uno stato incompleto, intermedio, non definito. Non è più umano ma non è ancora altro. Rimane in una zona liminale, lontanissima dalla quotidianità e da qualsiasi forma conosciuta. Indaga cosa gli accade quando smette di rispettare le regole implicite dello stare al mondo. Quando rifiuta le coordinate assegnate.
Il processo non conduce a una nuova identità, ma a una perdita radicale di riconoscibilità. Un corpo senza nome, non convenzionale, immerso in uno spazio che non offre più alcuna certezza.
La metamorfosi nasce qui: nel momento in cui non si distingue più il luogo che ci contiene né il corpo che lo attraversa.

(CO)INCIDERE

Coreografia e interpretazione | Anna Giurdanella, Alessia Puleio
dramaturg | Giulia De Filippis

Lo studio nasce dall’esplorazione dei corpi in relazione tra loro, in cui la presenza reciproca modifica costantemente il movimento e ne ridefinisce le direzioni. In (CO)INCIDERE, due corpi si intrecciano e dialogano in un continuo tentativo di affermazione e di prevalenza l’uno sull’altro. Nelle relazioni l’identità si costruisce specchiandosi nell’altro, in un continuo scambio e confronto reciproco, che sfocia spesso in un conflitto ma anche in un patto, un’alleanza. Alleanza fatta di un linguaggio comune e speciale di chi dialoga, una sorta di codice interno comprensibile solo a chi lo parla. Un’alleanza che sancisce un legame indistruttibile che protegge da un esterno più complesso, a volte schiacciante, dove correggersi e prevalere è necessario. Come risuona questa “richiesta esterna” nella dimensione interna della relazione?

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a cura di Marinella Guatterini per la Danza e Marco Plini per la Prosa

9 > 18 ottobre 2026
mar-sab h.20 - dom h.18
Sala Teatro - via Salasco 4, Milano
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

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