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CARTOGRAFIE DI CONFINE

La Casa della Carità si apre alla città di Milano per mostrare gli esiti del laboratorio di teatro nel sociale progettato con 28 giovani artisti della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi in condivisione con Fondazione Casa della Carità “A. Abriani”

mercoledì 1 e giovedì 2 aprile 2026
Fondazione Casa della Carità
A. Abriani Onlus
Via F. Brambilla, 10
20128 Milano

Attraversamenti

I giovani artisti della Civica Paolo Grassi accompagnano piccoli gruppi di spettatori in un percorso che attraversa stanze e corridoi, riempiendoli di storie. Sarà un viaggio esperienziale dentro "la Casa", per guardare l’accoglienza dal punto di vista di chi accoglie: il nostro.
La condivisione con la città è la naturale conclusione del percorso didattico di lungo corso - settembre 2025 > aprile 2026 - dedicato al teatro nel sociale e nello spazio pubblico, durante il quale registe e registi, autrici e autori, attrici e attori, guidati da Paolo Giorgio, regista e docente dell’Accademia milanese, hanno abitato la Casa, osservandone la vita quotidiana e intervistando gli operatori che ogni giorno fanno funzionare i suoi servizi.
Da questa esperienza, resa possibile grazie al contributo e dalla disponibilità degli operatori della Casa della Carità accompagnati da Alberto Pluda e Serena Pagani, è nato il percorso narrativo e l'esperienza immersiva a cui cittadine e cittadini sono invitati a partecipare.

Crediti

Un progetto condiviso della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e della Fondazione Casa della Carità “A. Abriani”.
ideato e coordinato da (in o.a.) Paolo Giorgio, Serena Pagani, Alberto Pluda.
Paolo Giorgio (Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi: docente del corso di Teatro Partecipato)
Serena Pagani
e Alberto Pluda (Casa della Carità: curatela di incontri e interviste, raccolta e condivisione di materiali)
consulenza scientifica di Lorenzo Mosca
tecnica Alberto Brusadin
testi di Giacomo Fava, Santiago Medioli, Leonardo Ravioli, Pietro Ruggero Sanclemente, Annalisa Scopinich (III Corso Scrittura per lo Spettacolo)
regia di Giorgia Azzellini, Giacomo Diegoli, Clémence Jourdan Delmonte, Sara Mino, Pasquale Renella (III Corso Regia)
con Chiara Baccarini, Beatrice Barizza, Pietro Bertoni, Alessia Carkanji, Gaia Curto, Massimiliano Di Giacinto, Jacopo Francesco Fiori, Davide Lo Vecchio, Chiara Maggio, Marta Militello, Silvia Paterlini, Guglielmo Potecchi, Lua Omi Quagliarella, Paulette Genhman Rufin, Maria Spinazzola, Federico Tallon, Pietro Vuolo (III Corso Recitazione)

Questo progetto è stato reso possibile dal contributo e dalla disponibilità degli operatori della Casa della Carità, che hanno condiviso racconti, storie, difficoltà e vittorie che attraversano il loro lavoro quotidiano.

CARTOGRAFIE DI CONFINE: siamo in grado di accogliere?

Cartografie di confine nasce dall’incontro tra la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e la Fondazione Casa della Carità “A. Abriani” e si inserisce nella volontà della Scuola di portare con sempre maggiore continuità i propri allievi a contatto con la realtà: luoghi, persone, servizi, relazioni e fratture che attraversano la città. È un progetto di lungo periodo dedicato al teatro nel sociale e nello spazio pubblico, sviluppato tra settembre 2025 e aprile 2026.

Parte integrante del Corso di Teatro Partecipato e nel Sociale, il progetto è un laboratorio di sguardo e responsabilità: un’occasione per raccontare la città a partire dalle sue zone di marginalità e dalle sue domande più urgenti, e per aprire lo sguardo dei cittadini attraverso un’operazione artistica che costruisce un ponte tra la Casa e la città, tra chi presta cura e chi la riceve.

La collaborazione con la Casa della Carità si innesta su un rapporto costruito negli anni e lo rafforza: gli studenti sperimentano un lavoro sul campo fatto di ascolto, presenza e restituzione, trasformando materiali reali in un’esperienza teatrale capace di generare attraversamenti e incontri tra mondi che spesso non comunicano.

Nell’incontro con la Casa della Carità, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi ha trovato un luogo unico, dove l’intreccio tra vita concreta e pratica del teatro si fa immediato: uno spazio di soglia, di margine, in cui esercitarsi sui limiti e su ciò che nella città resta ai bordi dello sguardo.

La Casa della Carità, voluta dal cardinale Carlo Maria Martini, è pensata come una “casa per gli ultimi degli ultimi”, espressione che don Virginio Colmegna ha richiamato e portato avanti per molti anni, come presidente e ispiratore. Osservare da vicino come, ogni giorno, la Casa sperimenta nuovi approcci e modelli di intervento nel sociale è una fonte di ispirazione per gli studenti, chiamati a cercare anche loro nuovi modelli di racconto della realtà.

Il progetto è entrato nel vivo con una prima fase di lavoro, svolta dal 15 al 20 settembre 2025: interviste, momenti di osservazione e giornate di vita comune dentro la Casa. La raccolta dei materiali è stata realizzata da registi e autori del III anno (Regia e Scrittura per lo Spettacolo), guidati dal docente Paolo Giorgio e da Alberto Pluda e Serena Pagani, operatori della Casa della Carità coinvolti nel progetto MigrArte.

Da questo percorso nasce l’apertura finale del laboratorio: un attraversamento della Casa della Carità in cui piccoli gruppi di visitatori vengono accompagnati tra stanze e corridoi e incontrano, attraverso storie e frammenti di vita e di lavoro, la complessità di chi oggi “accoglie” come pratica quotidiana. A dare voce, corpo e presenza alle storie elaborate sono attrici e attori del III Corso di Recitazione.

I visitatori entrano in contatto con le domande concrete che stanno dietro i servizi essenziali e, insieme, con una domanda più ampia che riguarda tutti: siamo in grado di accogliere? Che cosa significa, davvero, accogliere l’altro? E come possiamo farlo meglio, come società?

In questo orizzonte si inserisce anche “La soglia”, un’esperienza immersiva che invita gli spettatori a utilizzare materialmente la doccia pubblica: non un gesto “turistico”, ma un racconto per suoni, parole e immagini che attraversa il corpo, accompagnato dall’acqua che scorre. È un modo per avvicinarsi — almeno sul piano percettivo e immaginario — a quelle vite che sempre più spesso scompaiono dalla vista di chi è integrato nella città, e per interrogare il confine tra presenza e invisibilità (il servizio docce è uno dei servizi attivi della Casa).

Cartografie di confine vuole rendere visibili gli invisibili e attivare un dialogo tra sguardi e vissuti diversi: la Casa che si apre, la città che entra, e un’esperienza artistica che trasforma l’incontro in consapevolezza.

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settembre 2025 - aprile 2026

prima settimana dal 15 al 20 settembre 2025
Casa della Carità "A.Abriani"
Via Francesco Brambilla, 10, 20128 Milano MI

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