Crediti
Testo | Antonio Tarantino
Regia | Gaia Innocenti
Tutor| Alberto Cavecchi
Interpreti | Edoardo Casonato e Riccardo Cese
Sound design | Hubert Westkemper
Luci | Paolo Latini, Simona Ornaghi
Scene e attrezzeria | Alice Capoani, Mattia Franco, Aurora Gallo
Costumi | Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano
Nota di regia - Gaia Innocenti
“Balla anche per tutti i violenti
veloci di mano e coi coltelli, accidenti
se capissero vedendoti ballare
di essere morti da sempre
Anche se possono respirare
Vola e balla sul cuore malato
Illuso, sconfitto, poi abbandonato
Senza amore
Dell'uomo che confonde la luna con il sole
Senza avere coltelli in mano
Ma nel suo povero cuore”
Lucio Dalla
Lustrini e Cavagna sono due emarginati, due vagabondi sospesi ai margini del mondo. Seduti su una panchina, aspettano. Aspettano che “Il Professore”, un uomo ricco, scenda dal suo palazzo, per chiedergli del denaro . È un piano semplice, disperato, ma non c’è altra strada. Ma questa non è soltanto una storia di attesa o di miseria. È, prima di tutto, una storia d’amore. Un amore consumato dal tempo e dalla necessità, diventato fragile, quasi inutile in un mondo dove sopravvivere ed essere utili è l’unica urgenza.
È il racconto di due anime schiacciate dalla realtà. In un mondo in cui l’amore è un lusso, chi non può permetterselo è destinato a perderlo. O a vederlo spezzarsi, lentamente, sotto il peso della vita.
Breve biografia di Antonio Tarantino
Antonio Tarantino (Bolzano, 10 aprile 1938 – Torino, 21 aprile 2020) nasce come pittore e approda nel mondo del teatro solo nel 1993 quando si aggiudica il Premio Riccione con Stabat Mater e La passione secondo Giovanni. Segue in quello stesso anno Il vespro della Beata Vergine che, assieme a Lustrini, compone con le prime pièce d’esordio le Quattro opere profane – “tetralogia della cura” d’ispirazione classico-religiosa – tutte messe in scena dal regista franco-tunisino Chérif nel corso degli anni Novanta. Il Premio di Produzione per la vittoria del 44° Premio Riccione nel 1997 consente la realizzazione scenica di Materiali per una tragedia tedesca, affresco sarcastico ed efferato sulla Germania degli anni di piombo, presentato in prima assoluta nel 2000 al Piccolo Teatro di Milano e vincitore del Premio Ubu nello stesso anno. Guardano al terrorismo e al conflitto arabo-israeliano le pièce La pace e La casa di Ramallah (entrambe del 2002) che, insieme a Stranieri (2009), evidenziano la stretta correlazione tra sfera privata e Storia condivisa. Dedicate alla figura di Antonio Gramsci sono invece Nel mondo grande e terribile (2008) e Gramsci a Turi (2009), cui seguono la rivisitazione di Medea (2011) e i monologhi Cara Medea e Piccola Antigone (2012).
Ingresso gratuito - prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni
mail r.paparella@fondazionemilano.eu
indicando nome e cognome - data scelta.
Si accettano prenotazioni per un massimo di due ingressi a nominativo