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UNGERN

testo Pietro Ruggero Sanclemente | regia Pasquale Renella

Spettacolo della Rassegna Teatrale TESTE INEDITE 2026

giovedì 9 - venerdì 10 luglio 2026
ogni sera doppia replica ore 19.00 e ore 21:30
Sala Fassbinder - Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires, 33 - Milano

Crediti dello spettacolo

UNGERN
La stella che non conosce il tramonto

testo Pietro Ruggero Sanclemente | regia Pasquale Renella
interpreti | Gaia Curto, Jacopo Francesco Fiori, Marta Militello, Pietro Vuolo
tutor | Tatiana Olear
Scene e costumi | Rachele Colombo, Margherita Magnoni, Arianna Martiradonna
Supporto alla realizzazione delle scene | Gemma Beltramini, Gloria Floris, Angela Peña Cuevasa
Musiche | Francesco Locatelli
Supporto alla produzione | Maria Rosaria Criscuolo, Anita Farina, Roberta Marolla

Sinossi

Torino, oggi. Tre giovani sono alla vigilia del colpo di Stato pianificato dalla loro guida, Emanuele. Il progetto consiste nel separare il Piemonte dalla Repubblica per metterne a capo il padre di Emanuele, erede della dinastia sabauda. Questi ragazzi vogliono costruire una forma di governo autoritaria.
Il gruppo complottista si chiama Ungern, dal barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg, un generale russo, che a inizio Novecento combatté per restaurare la monarchia in Russia e poi, con successo, in Mongolia.
Per completare il piano, i tre ragazzi attraggono con l'inganno un'anarchica, Ubaldina, usandola come tramite verso i movimenti insurrezionalisti cittadini. Spinti dal loro intento, i giovani riescono andare al di là delle difficoltà che emergono tra di loro e a convincere Ubaldina a prendere parte al progetto.
Il padre di Emanuele viene nominato commissario straordinario. Il primo fondamentale passo per la svolta autoritaria è compiuto.

Nota al testo - Pietro Ruggiero Sanclemente

Quattro ragazzi in scena, quattro diverse posizioni sociali, economiche, culturali.
Quattro diverse ideologie.
Quattro ragazzi ciascuno con la possibilità e la capacità di usare il proprio potere.
Quattro poteri che cercano e riescono ad allinearsi per darsi stabilità, legittimità, per diventare dominio.
Una stanza, spaziosa ma pur sempre una stanza. Vediamo solo quattro personaggi e vediamo solo una stanza.
Ma è una stanza che si dilata fino a diventare vastissima e sono quattro personaggi che proiettano fuori da questa stanza non solo le situazioni, azioni e relazioni di loro quattro dentro quel perimetro circoscritto, ma soprattutto dànno accesso alle situazioni, azioni e relazioni di chi non è fisicamente presente in quella stanza, pur essendoci stipato e compresso dentro, ossia il nucleo essenziale del testo.

Ossia la valenza nient’affatto ideologica, bensì politica, del testo.

Nota di regia - Pasquale Renella

"Buonanotte Occidente”

Lo spettacolo affronta il tema del potere, raffigurandone le sue spietate logiche che deviano, corrompono e disumanizzano. Intrecciando aspirazioni, ideali e follie il lavoro delinea un contesto arido in cui non c’è più empatia, ma solo la capacità di ognuno di esercitare potere.
Il potere è estremamente pragmatico e il pragmatismo uccide tutto ciò che non gli è utile.
In un Torino sconvolta da disordini civili, quattro giovani ragazzi, provenienti da mondi apparentemente incompatibili, progettano un colpo di stato. La loro base operativa diventa in scena uno spazio simbolico freddo e geometrico, dove la svolta politica promette libertà e giustizia. Queste ultime due parole si ripetono più volte, si evocano con insistenza e nel loro reiterarsi si svuotano. Nella stanza asettica dei quattro ragazzi il linguaggio politico viene smontato e ricomposto come strategia.
È una partita in cui bisogna pensare alla mossa giusta per ottenere ciò che si vuole. A materializzare tale scontro in scena c’è, sul grande tavolo dei giovani protagonisti, un Risiko con la mappa della città di Torino. La città reale si trasforma in una superficie bidimensionale dove gli spostamenti di oggetti minuscoli prefigurano violenze e disordini.
Su un diverso piano di rappresentazione, lo spettacolo dà una dimensione mitica alla raffigurazione del potere attraverso le apparizioni di Roman von Ungern-Sternberg, figura storica, signore della guerra russo, che fonde in sé violenza, misticismo, militarismo e restaurazione politica.
Indagando l’utilizzo del potere e le sue derive, lo spettacolo tratteggia un ritratto fosco che ci interroga sul desiderio di potere e di cambiamento prefigurando l’avvento di vecchi mostri della Storia.

Brevi bio degli artisti membri della compagnia

PASQUALE RENELLA (1999) è laureato in Lettere Moderne (2021) all’Università Federico II di Napoli e in Discipline del Teatro (2023), percorso magistrale, all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Ha frequentato dal 2015 laboratori di recitazione a Napoli e a Bologna, studiando con Ferdinando Smaldone, Carlo Cerciello, Ivonne Capece. Ha frequentato il workshop di critica teatrale della Biennale di Venezia (2023) con Andrea Porcheddu e Roberta Ferraresi. Attualmente è diplomando al Corso di Regia della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, dove ha studiato con Marco Maccieri, Marco Plini, Thea Dellavalle, Tatiana Olear, Manuel Renga, Hubert Westkemper, Luigi Biondi, Carmelo Rifici.

PIETRO RUGGERO SANCLEMENTE (1994) ha conseguito la maturità classica presso l’Istituto Leone XIII retto dalla Compagnia di Gesù, studia Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano ed è diplomando al Corso di Regia, indirizzo Scrittura per lo spettacolo della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Nel 2020 i suoi due primi testi teatrali, La vespa celiaca e Réghisi, sono stati selezionati per far parte della biblioteca virtuale gestita dal Teatro i di Milano nell’ambito del progetto Pubblicazioni risultando entrambi finalisti per diventare podcast. La vespa celiaca è uno dei cinque testi vincitori del progetto Autori in podcast. Nel 2022 il suo atto unico Réghisi è risultato testo finalista al Premio Hystrio Scritture di Scena. Dal 2022 al 2023 ha collaborato come dramaturg presso il CPS di via Girola (Milano) ad alcuni progetti di teatro partecipato con gli utenti di psichiatria.

GAIA CURTO nasce il 23 luglio 2001 a Vittorio Veneto (TV) e cresce nelle ridenti colline del Prosecco. Fin da bambina è in costante movimento, trovando nel Judo la sua valvola di sfogo preferita, che la porterà a conquistare la tanto amata cintura nera. Grazie ai suoi studi classici scopre il mondo del teatro, se ne innamora e decide che non lo vorrà mai più lasciare. Dopo aver esperito diversi lavori come cameriera in sudicie hamburgherie e segretaria di immacolati studi medici, nel 2023 viene ammessa all’Accademia Teatrale Paolo Grassi. In accademia trova la sua seconda valvola di sfogo e collabora con diversi insegnanti e registi come Marco Plini, Karina Arutyunyan, Maria Consagra, Thea Dellavalle e Carmelo Rifici. Giusto per non rimanere con le mani in mano, parallelamente al percorso in accademia consegue la laurea in Psicologia presso l’Università di Padova, con una tesi sperimentale dedicata al tema della presenza scenica nel teatro.

JACOPO FRANCESCO FIORI nasce il 27 gennaio 2000 a Milano. Sin da bambino pratica diversi sport come la scherma, il calcio, nuoto e vela per poi giocare 8 anni a pallanuoto a livello agonistico. Dopo aver frequentato il liceo linguistico si appassiona, per puro caso, alla filosofia fino a laurearsi alla statale di Milano nel 2023.
Come per la filosofia, arriva nella sua vita, sempre per puro caso, la recitazione a tal punto che viene ammesso nel 2023 alla civica scuola di teatro Paolo Grassi (speriamo non per caso). Durante il percorso accademico ha l’opportunità di lavorare con maestri come Marco Plini, Karina Arutyunyan, Maria Consagra, Thea Dellavalle e Carmelo Rifici.

MARTA MILITELLO nasce a Parma il 2 settembre del 2004. Inizia a coltivare la sua passione per il teatro durante gli anni del liceo, partecipando a corsi ed esperienze tra cui un laboratorio a cura di Marco Martinelli e prendendo parte alla produzione “Il ragazzo d’argilla” prodotto da Fondazione Solares. Dopo aver conseguito il diploma classico nel 2023 è ammessa alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, principale polo della sua formazione attoriale. Durante gli anni accademici ha modo di curare la sua formazione artistica lavorando con diversi maestri e registi tra cui Marco Maccieri, Karina Arutyunyan, Thea Dellavalle, Maria Consagra, Nick Gabriel, Carmelo Rifici e Marco Plini.

PIETRO VUOLO nasce a Vico Equense (NA) il 13 Giugno 2003. Sin da piccolo si interessa alla recitazione e nel 2017 interpreta Marcello Solara da bambino ne “L’Amica Geniale”, serie diretta da Saverio Costanzo. Studia canto moderno e dal 2022 comincia l’attività di artista di strada tra Roma e Milano. Nel 2023 entra in Paolo Grassi, dove ha la possibilità di studiare numerose tecniche attoriali, affrontare molteplici personaggi e drammaturgie e lavorare con diversi Maestri del panorama teatrale italiano ed internazionale, tra cui Karina Arutyunyan, Maria Consagra, Thea Dellavalle, Marco Maccieri, Marco Plini, Carmelo Rifici.