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Eppilend

testo di Alessandro Wilson Petrillo - regia di Athos Mion

Spettacolo inserito nel progetto RICORDARE IL FUTURO
a cura della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
in collaborazione con il Teatro Elfo Puccini di Milano
con il sostegno progetto speciale MiC
21 ottobre | 5 novembre 2023
Sala Fassbinder - Teatro Elfo Puccini
C.so Buenos Aires 33, Milano

Crediti

drammaturgia | Alessandro Wilson Petrillo
tutor di drammaturgia| Sonia Antinori

regia| Athos Mion

interpreti | Valentina Apostoli, Lorenzo Ribaudo, Francesco Santarelli, Maria Teresa Vannini
performer | Arianna Delle Gemme, Darina Golombiievska, Lorenzo Marchionni, Rossana Martire, Michela Marzucco, Miriam Maso, Margherita Silingardi
tutor di coreografia | Paola Lattanzi

contributi in video | Simona Bordasco, Elia Bucchieri, Serena Decarli, Arianna Delle Gemme, Ilaria Felter, Davide Orlando Gaudiosi, Francesca Giulia Geronimi, Darina Golombiievska, Flavio Innocenti, Marcello Malchiodi, Lorenzo Marchionni, Zoe Marigo, Rossana Martire, Michela Marzucco, Miriam Maso, Francesca Massari, Samuele Migone, Giovanna Seccia, Margherita Silingardi, Valentina Verre, Cristian Zandonella, Andrea Zueneli

scene e costumi | Carlo Sala
assistente scene e costumi | Roberta Monopoli
contenuti video | Fabio Brusadin, Leonardo Lietti
sound design | Hubert Westkemper
luci | Nando Frigerio

Il testo

Gli anni ’80 sono ricordati come un periodo di stravaganza, movimento, colore e musica. Non sono qui a negarlo (affatto) ma nella ricerca non ho potuto fare a meno di constatare che tutto questo ha accompagnato in sottofondo il consolidamento di una cultura di individualismi.

Com’è possibile orientarsi durante la crisi delle ideologie comunitarie?

Eppilend è il risultato di uno studio personale e di un’inchiesta, volte a capire cosa di quegli anni è rimasto, quali fenomeni iconici e quali sensazioni di un importante cambiamento in atto. Nell’affrontare questa materia ho riconosciuto come più valida a rappresentare quel vasto insieme di immagini una struttura a quadri, ciascuno senza la pretesa di spiegare, restituire la storia in modo fedele, ma con il gusto di costituire un frammento, uno spaccato tematizzato in leggerezza. Due attrici e due attori si alternano in scena diventando una giovane parrucchiera, una vecchia signora, un ragazzo sieropositivo, suo fratello sano di valori, un’universitaria locale, la sua compagna fuorisede, un produttore televisivo, il presidente di una rete, una madre apprensiva, un figlio tossicodipendente, una sfitinzia e un rappresentante d’istituto. Il tempo non permette di approfondire, ma non è poi così necessario, si passa subito allo sketch successivo come in uno di quei varietà alla Drive-In o Indietro tutta!
Alessandro Wilson Petrillo

Nota di regia

Quanto vorrei che le mie note di regia fossero una canzone anni 80!
Ecco, dunque, un elenco di cose di quegli anni: la musica e i videoclip di MTV; i vestiti che troviamo nei mercatini a prezzi stracciati e quelli stracciati che troviamo a prezzi assurdi; il boom economico e i nostalgici; Nick Kamen nella pubblicità della Levi's; le pubblicità politicamente scorrette e gli spot elettorali di dubbio gusto; la hit Pump up the jam; dei cocci del muro di Berlino; una vacanza ad Alghero; la spensieratezza e il disimpegno; l’individualismo e il consumismo; mia sorella e ovviamente Raffaella Carrà!

Uno zapping necessario per ricordare un periodo di grandi cambiamenti di cui ancora oggi viviamo le conseguenze (nel bene o nel male non sta a me dirlo). In questo spettacolo la televisione è capillare così come lo era negli anni 80’, ovvero parte di tutti gli spazi privati e pubblici. Attraverso questa scatola nera si possono veicolare pensieri, narrazioni ed economie, rendendola così identitaria di quegli anni. Lo spazio vuole ricordare uno studio televisivo dove le scene vengono allestite e disallestite. Nei sei quadri troviamo sei coppie di personaggi soli che si scontrano con il loro individualismo. Tra un quadro e l’altro vengono proiettati dei contenuti video che raccontano il palinsesto televisivo. Attraverso lo zapping rivediamo pubblicità, annunci televisivi, serie tv, televendite, programmi di intrattenimento e tutto quello che appartiene alla memoria collettiva. Tutto il male e tutto il bene che possiamo dire sugli anni 80’, io invece voglio dire…

pazza, pazza, pazza, su una terrazza
porta, porta, portami una farfalla
ballo, ballo, ballo nel mio castello
che cosa c'è, cosa c'è, (cosa c’è).
Athos Mion

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