Azzellini

DIETRO UNA LUNA DI CARTA

testo Leonardo Ravioli | regia Giorgia Azzellini

Spettacolo della Rassegna Teatrale TESTE INEDITE 2026

giovedì 2 - venerdì 3 luglio 2026
ogni sera doppia replica ore 19:00 e ore 21:30
Sala Fassbinder - Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires, 33 - Milano

Crediti dello spettacolo

DIETRO UNA LUNA DI CARTA
testo Leonardo Ravioli | regia Giorgia Azzellini
interpreti | Maria Spinazzola, Chiara Baccarini, Federico Tallon
tutor | Manuel Renga
Performer | Arianna Zappa
Assistente ai movimenti scenici | Maryana Mellino
Scene e costumi | Giada Brilli, Ludovica Maiella, Ludovica Vitale, Viola Zappa
Musiche | Alessia Maiuzzo
Supporto alla produzione | Maya Aspes, Gaia Cerqui, Anna Rebeggiani

SINOSSI

Un pomeriggio d'estate, che potrebbe essere i pomeriggi di tutta l’estate. Una stanza di una casa che ha compresso dentro di sé tutte le altre stanze, come un universo in implosione.
Al centro, su un divano, una madre, Sonia, che abita il dolore come si abita una stanza troppo piena di cose, senza più sapere cosa tenere e cosa buttare. Attorno a lei, la figlia Maia è costretta a crescere troppo in fretta, assumendo il ruolo di madre di una madre che si sta perdendo; ed Elio, il padre, che tenta con disarmante goffaggine di ricostruire un nucleo familiare ormai incrinato, contribuendo inconsapevolmente alla sua definitiva dissoluzione.
Sullo sfondo, il passaggio ravvicinato di Meridie, una luna aliena che si pianta nel cielo e non riparte, destinata a cambiare il mondo e a cancellare il dolore della memoria.
Nel respiro sincopato dei loro scambi – le frasi lasciate a metà, i rimproveri che diventano carezze, i silenzi che durano troppo – affiora lentamente la sagoma di Esther, la figlia e gemella che non c'è più, lasciando dietro di sé quaderni, dediche, profezie scritte per esprimere ciò che non può essere detto a voce. Sonia cerca e legge le pagine della figlia squadernando casa, trasformando lo spazio e il tempo nella speranza che il corpo celeste scritto da Esther porti la fine di un mondo che è inaccettabile che continui.
Mentre Meridie rallenta la sua corsa e il cielo sembra incombere sopra l'appartamento, cominciano a cedere uno ad uno i confini tra casa e cosmo, tra lutto e follia, tra chi è vivo e chi è rimasto.
L'universo come lo specchio di una famiglia: come nella miglior tradizione cinematografica americana, il mondo fuori di sé diventa il riflesso febbricitante di una realtà intima, ossessionata dal passato e dai suoi dolori, per evadere dal progredire del tempo.

Nota al testo di Leonardo Ravioli

A chiunque abiti in un condominio, o che condivide il muro con l’appartamento di estranei – a tutta la fatica che comporta.
A chiunque faccia schifo quello di sotto perché lascia le scatolette del tonno fuori sul pianerottolo, a chiunque il tempo sfugga di mano mentre è da solo/a in casa, quando casa nostra è solo nostra e non c’è più bisogno di ricordarsi che giorno sia, quanto sia passato.
Vi chiediamo di non cambiare mai. Qualsiasi sia la vostra ragione per sperare che il mondo si ritiri da voi, avete ragione. Dà anzi un certo sollievo che oggi distopie e apocalissi abbiano smesso di spaventarci, sono più di conforto quelle che qualsiasi altra distrazione, ci sollevano dall’obbligo di fare qualcosa.

Sonia non dovrebbe cambiare mai. Sta bene come sta nelle sue quattro stanze più cucina. Anche se adesso è come se tutta la vita si fosse compressa nel salotto di casa. Sonia sa che qualcosa non va. Ma non può farci niente. Da quando sua figlia Esther non c’è più, a Sonia non rimane altro che essere una di “quelle” chiuse in casa. Questo, fin quando Maia, gemella di Esther, dà a Sonia un taccuino: sua sorella le ha lasciato una dedica sopra, è di qualche anno fa. Dice che il mondo finirà a breve per colpa di una luna aliena, senziente, che ci vuole trasformare. Le colpe personali si disperdono nel disastro cosmico; il dolore trova una forma abbastanza grande da contenerlo. Sonia torna alla vita: si perde in una febbrile ricerca, mentre la narrazione sfugge in un pomeriggio che dura l’estate dopo la maturità di Maia. Tra poco anche lei andrà lontana. La perdita di una figlia si fa perdita di entrambe: la ricerca di una diventa la ricerca dell’altra, in quella battaglia da intraprendere quando non si sa più come chiedere amore. Sonia ne trova traccia nei quaderni, tra le foto conservate, sui muri di casa – la sua famiglia amava Esther. Com’è possibile che ora a preservare quel lutto sia solo lei? Forse è davvero meglio. Che venga questa luna a portarsi via tutti noi. Meglio fermi nel passato. Nessuno crede a chi dice che col tempo va meglio.

Nota di regia di Giorgia Azzellini

Dopo la morte di Esther, Sonia si aggrappa agli scritti lasciati dalla figlia trasformandoli nella profezia di Meridie, una seconda luna destinata a cambiare il mondo e cancellare il dolore della memoria. Da quel momento per Sonia la realtà si incrina lentamente.
Due piani di realtà informano e attraversano lo spazio scenico. Per raccontare il mondo visibile, la regia si propone di creare una sala vissuta, composta da una parete di tessuto retroilluminata e da una seconda composta da una porta e un componibile di finestre affastellate, troppe per un normale appartamento. La realtà è già in partenza tradita e mutata da quel secondo piano che pertiene esclusivamente alla fragile intimità di Sonia: man mano che gli scritti di Esther vengono svelati, dal tessuto delle pareti s’intravedono ombre e figure che cercano un ingresso nella casa; le proiezioni dei luoghi appartenuti a Esther e l’invasione di elementi naturali — acqua, terra e radici — trasformano gradualmente la casa in uno spazio altro, dove memoria e realtà si sovrappongono. Da questo universo nasce la Figlia, creatura della mente di Sonia, che segnala il pieno affondare della donna nella realtà della sua psicosi.

Ad accompagnare l’intero spettacolo è una canzone dell’infanzia che, come la profezia stessa, cresce, si trasforma e si incrina scena dopo scena. La melodia diventa la traccia invisibile lasciata da Esther, filo che conduce Sonia verso Meridie e che diventa per lo spettatore la temperatura di un viaggio tra lutto, amore e oblio.

Brevi bio dei membri degli artisti membri della compagnia

LEONARDO RAVIOLI, autore (Milano 2000)
Leonardo Ravioli ha studiato Lettere Moderne all'Università Statale di Milano. Dal 2023 frequenta il corso di Scrittura per lo Spettacolo presso la Scuola Civica di Teatro Paolo Grassi, esperienza che affianca a un'attività nel settore: dal 2024 collabora come assistente alla drammaturgia al festival IF de lacasadargilla. Per due annualità ha condotto Frequenze Clandestine, workshop di critica teatrale nell'ambito del festival Gioiosa et Amorosa.

GIORGIA AZZELLINI, regista (Milano 2001)
Ha conseguito una laurea in Scenografia presso l’accademia Naba di Milano. Attualmente è diplomanda presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Durante i suoi studi ha fatto diverse esperienze in vari teatri milanesi: come costumista al teatro Franco Parenti, come assistente alla regia durante produzioni di lirica presso il teatro la Scala e presso il Teatro Sociale di Como e come assistente alla regia nella compagnia Biancofango.

CHIARA BACCARINI, attrice (Parma 1999)
Nel 2023 consegue la laurea triennale in Lettere Moderne presso Alma Mater Studiorum - Università di Bologna ed è diplomanda presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Negli anni ha collaborato con diverse compagnie del territorio emiliano come attrice, regista e assistente alla regia

FEDERICO TALLON, attore, (Pordenone 2001)
Diplomando attore presso la Civica Scuola di teatro Paolo Grassi (2023-2026). Precedentemente frequenta percorsi di formazione teatrale prima a Vittorio Veneto (Accademia da Ponte) e poi a Roma (Teatro Azione) dove parallelamente studia lingue presso l'università di RomaTre.

MARIA SPINAZZOLA, attrice (Perugia 2004)
Frequenta il corso di Recitazione presso la scuola civica “Paolo Grassi” nel triennio 2023-2026. Negli anni pre-accademici frequenta percorsi di formazione teatrale e lavora come attrice in una compagnia della sua città

ARIANNA ZAPPA, danzatrice (Erna 2003)
Frequenta il corso di Danza Contemporanea presso la Scuola Civica di Teatro Paolo Grassi. Ha frequentato l’accademia di perfezionamento Move On a Milano, dopo essersi diplomata al Liceo Coreutico Giuditta Pasta di Como ad indirizzo Classico. Ballerina nella compagnia di Operette Elena D’Angelo, ha ballato e creato la coreografia del videoclip di “Spazio” di Corynna, performato in diversi teatri, tra cui Teatro Sociale di Como, Teatro Manzoni, Teatro Pacta e cantato nel gruppo “The Loft” per 4 anni.